Dimensione dei file e stampa
Sempre circa le foto ricordo che spesso parenti, amici ed altri invitati amano scattare durante le nozze ed i successivi festeggiamenti, un altro problema è che dopo, quando mi vengono a portare i files da stampare… ci sono anche quelli scattati con telefonini a bassissima risoluzione, o compatte di varie generazioni fa… insomma: mi arrivano files anche da 30Kbyte, da cui all’inizio mi viene richiesto un “innocente” 10×15 (il classico “formato cartolina”). Lo stampo, faccio il possibile per mascherare la scadente definizione con un briciolo di contrasto e di saturazione in più. Bene o male, una stampetta guardabile. Arriva il cliente, la vede, gli piace e… mi chiede un bell’ingrandimento “come quelli che fa per gli album degli sposi”.
Secondo voi, riesco a fargli capire che se il dettaglio non c’è, se i pixel che compongono l’immagine son così pochi che portando la foto a dimensione anche solo 20×25 vien fuori una scacchiera di pixeloni da giocarci sopra la partita di scacchi in costume di Marostica… macché.
Un fotografo di cerimonie di norma, se è un vero professionista, scatta le immagini in formato RAW – che sono molto più “pesanti” da memorizzare e gestire, ma permettono un’ottimizzazione fine dell’immagine impossibile con il classico JPG delle reflex amatoriali e delle compatte. Un RAW, oggi come oggi, può occupare tranquillamente anche 15-18 Megabyte, se non di più.
Fosse solo anche da 1 Mbyte, come un file da cui tipicamente ricavo le… fototessere, di foto da 30 K ne entrano oltre trenta… La morale? Come un tempo con la pellicola non potevate certo pretendere di ricavare un poster da un disgraziato (e un tempo diffusissimo) formato pocket 110 o ancor peggio Disc, parimenti si deve accettare l’idea che l’ingrandimento finale di una immagine dipenderà anche dalla “dimensione” di partenza della stessa. Un file da 3 Mb fornirà un 20×25 abbastanza accettabile, uno da 4-5 Mb sarà adeguato per una stampa da 20×30 ad anche 24×30 se il soggetto si presta. Per i poster… bé, se non sono soffusi ritratti di delicate fanciulle (magari le cugine della sposa, in gran lustro nel grande giorno), ci vuole qualcosa di più.